comparative

Acido glicolico vs lattico: quale, quando, perche'

Sulla carta sono entrambi AHA e fanno cose simili. Nella pratica, glicolico e lattico si comportano in modo molto diverso: uno e' piu' incisivo, l'altro piu' gentile. Ecco come scegliere senza sbagliare.

di Redazione Biocaresse — Team editoriale·

Sulla carta sembrano cugini stretti. Acido glicolico e acido lattico sono entrambi alfa-idrossiacidi (AHA), entrambi esfolianti chimici, entrambi promettono pelle piu' liscia e luminosa. In etichetta li trovi spesso accanto, alle stesse concentrazioni, in prodotti che si vendono come "equivalenti". Nella pratica fanno cose molto diverse, su pelli molto diverse, con risultati molto diversi. Capire dove differiscono evita di comprare il prodotto sbagliato per la propria pelle — e di dare per morto un attivo che invece avrebbe funzionato, solo nella versione giusta.

*Articolo redatto dalla redazione Biocaresse. Le affermazioni scientifiche sono verificate su fonti peer-reviewed; i riferimenti completi sono disponibili in fondo alla pagina.*


Acido glicolico — la molecola piu' piccola del gruppo

L'acido glicolico ha un peso molecolare di 76 dalton. E' la molecola piu' piccola tra gli AHA cosmetici comuni, e questo cambia tutto. Una molecola piccola attraversa piu' facilmente gli strati superficiali della pelle, arriva prima dove deve agire, e lo fa con piu' decisione.

Il meccanismo e' lo stesso di tutti gli AHA: l'acido glicolico allenta i legami tra le cellule morte sulla superficie, favorendo il rinnovamento fisiologico. La pelle appare piu' liscia, piu' uniforme, piu' luminosa. Una revisione del 2013 (Sharad, *Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology*) ha confermato il miglioramento misurabile di texture e luminosita' con uso costante.

Il rovescio della medaglia e' che lo stesso vantaggio — penetrare in profondita' — diventa un problema quando la pelle e' reattiva, sottile o gia' compromessa. Il glicolico e' piu' incisivo, e quindi anche piu' facile da usare male. Bruciore, rossore, secchezza, desquamazione visibile sono segnali che la concentrazione e' troppo alta o la frequenza troppo frequente per la tua pelle.


Acido lattico — piu' grande, piu' gentile, con un bonus

L'acido lattico pesa 90 dalton. Sembra una differenza minima rispetto ai 76 del glicolico, ma sulla pelle si traduce in una penetrazione piu' lenta e piu' superficiale. Esfolia, ma in modo piu' graduale. Per una pelle sensibile o nuova agli AHA, questa "gentilezza" non e' un compromesso: e' esattamente il punto.

C'e' anche un secondo effetto, meno noto, che lo distingue dal glicolico. L'acido lattico fa parte del Natural Moisturizing Factor (NMF), il sistema idratante naturale dello strato corneo. Usato in formulazioni cosmetiche supporta la capacita' della pelle di trattenere acqua, oltre a esfoliare. Uno studio classico (Smith, 1996, *Journal of the American Academy of Dermatology*) ha documentato l'effetto idratante secondario dell'acido lattico topico anche a concentrazioni cosmetiche.

In pratica: leviga senza disidratare. Per una pelle che gia' tira o che si arrossa facilmente, e' un attivo molto piu' facile da gestire.


Per chi parte da zero — meglio il lattico

Se non hai mai usato un AHA in vita tua, il punto di partenza ragionevole e' l'acido lattico. Margine d'errore piu' ampio, rischio irritazione piu' basso, effetto idratante che compensa la sensazione di "pelle tirata" tipica dei primi giorni di esfoliazione chimica.

Concentrazioni di partenza utili: 5-8% in siero o tonico, due o tre sere a settimana per le prime due-tre settimane, poi salire a sere alterne se la pelle reagisce bene. Pelle sensibile, rosacea-tendency, dermatite occasionale: si parte ancora piu' bassi, intorno al 5%, e si valuta dopo un mese.

Il lattico e' anche il migliore quando l'obiettivo non e' solo turnover, ma anche idratazione. Pelle secca, disidratata, matura che tira dopo la detersione: qui il lattico fa due cose in un colpo, mentre il glicolico ne fa una sola (e rischia di peggiorare la disidratazione).


Per chi e' gia' tollerante e cerca turnover — meglio il glicolico

Se hai gia' una pelle "allenata" agli acidi — qualche mese di lattico alle spalle, nessuna reazione, oppure esperienza pregressa con retinoidi — e cerchi un effetto piu' marcato su texture, luminosita' e segni del tempo, il glicolico fa un passo avanti.

Concentrazioni cosmetiche tipiche: 8-10% in siero o tonico, due sere a settimana iniziali, eventualmente a sere alterne con buona tolleranza. Sopra il 10% in cosmetico libero in commercio si entra in una zona dove la formulazione conta moltissimo: pH, sistema tampone, presenza di ingredienti lenitivi associati. Concentrazioni superiori al 15-20% appartengono al peeling professionale ambulatoriale, non al fai-da-te.

Il glicolico e' anche la scelta piu' studiata quando l'obiettivo dichiarato e' favorire il rinnovamento cellulare in pelli mature o spente, sempre senza promettere effetti terapeutici.


Concentrazioni cosmetiche e pH efficaci

Il numero in etichetta non basta. Un AHA funziona solo se il pH della formulazione e' sufficientemente acido da mantenerlo nella sua forma attiva — tipicamente sotto 4. Sopra pH 4,5-5 l'attivo c'e' ma agisce poco, e il prodotto si trasforma in marketing.

Linea generale, supportata da Kornhauser et al. (2010, *Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology*):

- Glicolico 8-10% a pH 3,5-4 — efficace, gestibile dalla maggior parte delle pelli non reattive - Lattico 5-10% a pH 3,8-4,2 — efficace, ben tollerato anche da pelli sensibili - Concentrazioni dichiarate senza pH in etichetta — informazione incompleta, vale meno

Quando il pH non e' dichiarato, vale la pena cercarlo sul sito del produttore o nelle schede tecniche. Se non e' reperibile da nessuna parte, e' un segnale.


Errori comuni e SPF

Gli errori che vedo piu' spesso sono tre. Primo, usare AHA tutte le sere "perche' tanto ci si abitua": non funziona cosi', la pelle ha bisogno di tempo tra un'esfoliazione e l'altra per rinnovarsi. Due-tre sere a settimana sono sufficienti per quasi tutti. Secondo, sovrapporre piu' acidi insieme (glicolico + lattico + salicilico nella stessa routine): si moltiplica il rischio irritazione senza moltiplicare i benefici. Terzo, e il piu' grave: saltare la protezione solare.

Gli AHA aumentano la fotosensibilita' cutanea. Uno studio FDA-citato (Kaidbey et al., 2003) ha mostrato che l'uso di glicolico topico raddoppia la suscettibilita' al danno UV per circa una settimana dopo l'interruzione. Usare AHA senza SPF 30+ ogni mattina, anche d'inverno, anche al chiuso vicino a finestre, vanifica i benefici e accelera proprio i segni che si vorrebbe attenuare.


In sintesi

Glicolico e lattico non sono intercambiabili. Il lattico e' la porta d'ingresso per chi inizia e l'alleato di chi ha pelle disidratata o sensibile. Il glicolico e' il passo successivo per chi cerca un turnover piu' deciso e tollera bene gli acidi. La scelta giusta dipende dalla tua pelle oggi, non dal marketing del prodotto. E in entrambi i casi, senza SPF al mattino, e' tempo (e soldi) buttati.