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AHA vs BHA: la differenza concreta che il packaging non ti dice
AHA e BHA non sono intercambiabili: gli uni lavorano in superficie, l'altro entra nel poro. Capire quale scegliere dipende dalla pelle che hai, non dal flacone più carino.
Lo scaffale degli "acidi" è diventato uno dei più confusi di tutto il reparto skincare. Su due flaconi quasi identici trovi scritto AHA, BHA, PHA, esfoliante, peeling, illuminante, anti-imperfezioni. Il packaging promette tutto e il contrario di tutto, e finisce che scegli quello con la grafica più convincente. Il punto è semplice e nessuno te lo dice in modo diretto: AHA e BHA non fanno la stessa cosa, e la scelta non dipende dal trend del momento ma dal problema concreto che vuoi affrontare.
*Articolo redatto dalla redazione Biocaresse. Le affermazioni scientifiche sono verificate su fonti peer-reviewed; le informazioni non sostituiscono un parere dermatologico.*
AHA: gli alfa-idrossiacidi che lavorano in superficie
Sotto la sigla AHA rientrano diversi alfa-idrossiacidi: il glicolico (dalla canna da zucchero), il lattico (dal latte fermentato o di sintesi), il mandelico (dalle mandorle amare), l'acido citrico, il malico, il tartarico. I tre che incontri più spesso in cosmetica sono glicolico, lattico e mandelico.
La caratteristica chiave è che sono idrosolubili. Significa che si sciolgono in acqua e restano lì, sulla superficie della pelle. Agiscono allentando i legami che tengono insieme le cellule morte degli strati più esterni, favorendo il rinnovamento superficiale. La pelle appare più liscia, più luminosa, più uniforme, e con uso costante i segni superficiali del tempo si attenuano visivamente.
Tra i tre, il glicolico ha la molecola più piccola (76 dalton) e penetra di più: più efficace, ma anche più irritante. Il lattico è leggermente più grande (90 dalton) e ha una doppia natura: leviga e al tempo stesso aiuta la pelle a trattenere acqua, quindi è il preferito da chi ha pelle sensibile o secca. Il mandelico (150 dalton) è il più gentile: agisce più lentamente, ma è ben tollerato anche dalle pelli reattive o leggermente acneiche.
BHA: il beta-idrossiacido che entra nel poro
Quando un'etichetta dice BHA, nel 99% dei casi si riferisce a un solo ingrediente: l'acido salicilico. Esiste anche l'acido beta-idrossibutirrico, ma in cosmetica ha un ruolo marginale.
La differenza decisiva rispetto agli AHA è che il salicilico è liposolubile: si scioglie nei grassi, non in acqua. E questa è la sua arma migliore. Il sebo che riempie il poro è grasso, e un esfoliante idrosolubile semplicemente ci scivola sopra. Il salicilico invece entra, scioglie l'accumulo di sebo e cellule morte all'interno del poro e lo libera dall'interno.
In più ha un'azione calmante sui rossori associati alle imperfezioni: la struttura chimica deriva dalla stessa famiglia dell'aspirina, e qualcosa di quella natura antinfiammatoria si conserva anche nell'uso topico.
Le concentrazioni cosmetiche utili stanno tra lo 0,5% e il 2%, con il 2% considerato lo standard di riferimento per chi convive con punti neri e pelle a tendenza acneica.
Quando ha senso scegliere un AHA
Un AHA è la scelta giusta quando il problema vive in superficie:
- pelle che appare spenta, opaca, senza luce - texture irregolare al tatto, "ruvidezza" che il fondotinta evidenzia invece di nascondere - prime rughe sottili intorno agli occhi e sulla fronte - macchie superficiali post-sole o post-infiammatorie ancora recenti - pelle secca o normale, senza tendenza a brufoli
Se la tua pelle ha bisogno soprattutto di luce e levigatezza, parti da un AHA. Glicolico se non hai mai avuto problemi di sensibilità, lattico se vuoi qualcosa di più gentile, mandelico se la pelle si arrossa facilmente.
Quando ha senso scegliere un BHA
Il BHA — cioè il salicilico — è la scelta giusta quando il problema è dentro il poro:
- pelle a tendenza acneica, anche solo nella zona T - punti neri ricorrenti su naso, mento, fronte - pori che appaiono dilatati perché perennemente ostruiti - imperfezioni sottocutanee che impiegano giorni a venire fuori - pelle mista o grassa che si lucida a metà giornata
Se la tua pelle produce sebo in abbondanza e si "intasa", un AHA aiuta poco. Serve un ingrediente che entri nel poro e lo pulisca dall'interno: quello è il lavoro del salicilico.
Si possono usare insieme?
Sì, ma con criterio. La pelle ha una soglia di tolleranza, e sovrapporre due esfolianti chimici lo stesso giorno è il modo più rapido per superarla — bruciore, desquamazione, rossori che non passano.
Due schemi sensati:
- Giorni alterni: AHA la sera del lunedì, BHA la sera del mercoledì, e così via. Le sere senza esfoliante vanno dedicate a idratazione e barriera cutanea. - Routine separate per zona: BHA solo sulla zona T (dove servono i suoi effetti nel poro), AHA su guance e contorno (dove serve la levigatura superficiale). Funziona soprattutto con pelli miste.
Quello che è meglio evitare, almeno all'inizio, è applicarli lo stesso prodotto, la stessa sera, su tutto il viso. Esistono formulazioni miste già bilanciate, ma sono pensate per pelli già abituate a entrambi.
Errori comuni che vedrai consigliare e che non funzionano
Partire da concentrazioni alte "per fare prima". Più non vuol dire meglio. Un glicolico al 10% su una pelle che non ha mai visto un esfoliante chimico provoca solo irritazione, e una pelle irritata invecchia peggio, non meglio. Si parte sempre dalla concentrazione più bassa disponibile e si sale solo dopo settimane di tolleranza.
Saltare l'SPF al mattino. Sia gli AHA sia il BHA aumentano la sensibilità della pelle alla luce solare. Usare un esfoliante chimico senza protezione solare quotidiana significa lavorare contro: rimuovi le cellule che si erano ispessite per proteggerti dai raggi e poi esponi la pelle nuova senza schermo. Risultato: più macchie, non meno.
Combinarli con il retinolo nella stessa sera. Retinolo e acidi sono entrambi attivi forti. Applicati insieme la sera, sulla stessa pelle, sono troppo. La regola pratica: retinolo certe sere, esfoliante chimico altre sere, mai sovrapposti finché non sai esattamente come reagisce la tua pelle.
Tradotto in due righe: gli AHA lavorano in superficie e servono se vuoi una pelle più liscia e luminosa, il BHA entra nel poro e serve se convivi con punti neri o tendenza acneica. Il packaging difficilmente te lo dice in modo così netto, ma è da qui che parte ogni scelta sensata.