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Come leggere un'etichetta INCI passo passo

L'INCI sembra una lingua aliena, ma bastano cinque minuti per imparare a leggerlo. Qui trovi le regole vere, la 1% line, i conservanti tipici e un esempio guidato su un siero ialuronico reale.

di Redazione Biocaresse — Team editoriale·

Giri la confezione di una crema e leggi una lista di parole in latino e in inglese, alcune lunghissime, alcune impronunciabili. È l'INCI, e a prima vista sembra fatto apposta per scoraggiarti. In realtà è il contrario: l'INCI è una lingua universale, regolata per legge in Europa, ed esiste proprio perché tu possa capire cosa stai per mettere sulla pelle. Bastano cinque minuti per imparare a leggerlo. Quando ci avrai preso la mano, capirai in pochi secondi se un prodotto vale quello che ti chiede di pagare.

L'ordine è la cosa più importante (regola decrescente)

La prima regola dell'INCI è semplice e potente: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione. Il primo ingrediente è quello presente in quantità maggiore, l'ultimo è quello in quantità minore. Vale per tutti i cosmetici venduti in Europa, dalla crema del supermercato al siero da boutique.

Questo significa che se compri un "siero alla vitamina C" e leggi *Aqua, Glycerin, Propanediol, Niacinamide, Ascorbic Acid* (cioè vitamina C) solo al quinto posto, la vitamina C in quella boccetta è poca. Magari è formulata bene comunque, ma il claim in fronte parla di una star che, nel cast, ha una particina.

Il primo ingrediente della maggior parte dei cosmetici è *Aqua*, cioè acqua. Non è un male: l'acqua è il solvente di base, serve a sciogliere tutto il resto. Lo dico perché ogni tanto si legge online "il primo ingrediente è acqua, quindi è un prodotto vuoto". Non è così. Un siero serio è quasi sempre a base acqua.

La "1% line": dove finisce l'ordine vero

Il regolamento europeo permette una deroga: sotto l'1% di concentrazione, gli ingredienti possono essere elencati in qualunque ordine. Si chiama informalmente "1% line", la linea dell'1%.

Il problema è che la linea non è scritta da nessuna parte. Tocca a te indovinare dove cade. Ci sono due trucchi pratici. Il primo: i conservanti, di solito, sono sotto l'1%. Quindi quando vedi *Phenoxyethanol*, *Sodium Benzoate*, *Potassium Sorbate* o *Ethylhexylglycerin*, da lì in poi sei quasi sicuramente nel territorio "meno dell'1%". Il secondo: gli attivi cosmetici hanno percentuali d'uso tipiche. La niacinamide funziona al 4-10%, l'acido salicilico massimo al 2%, la vitamina E è quasi sempre sotto l'1%.

Se un attivo che dovrebbe stare al 5% lo trovi dopo i conservanti, la sua concentrazione reale è molto bassa. Non è una truffa, è marketing.

I conservanti: perché ci sono e perché vanno bene

I conservanti sono quasi sempre il pezzo più frainteso dell'INCI. La rete è piena di liste di "ingredienti da evitare" che mettono i conservanti al primo posto. La realtà è più noiosa: un cosmetico a base acqua deve avere un conservante, altrimenti dopo qualche settimana diventa un brodo di muffe e batteri. Letteralmente.

I conservanti più comuni che trovi sull'INCI sono:

- Phenoxyethanol (fenossietanolo): il più usato in assoluto, efficace e ben tollerato dalla maggior parte delle pelli. In Europa è ammesso fino all'1%. - Sodium Benzoate / Potassium Sorbate (acido benzoico e sorbico in forma di sale): molto comuni nei prodotti che si dichiarano "bio". Funzionano in ambiente acido. - Benzyl Alcohol e Ethylhexylglycerin: spesso accoppiati al fenossietanolo per ampliare lo spettro.

Tutti questi sono regolati, dosati e con un limite massimo per legge. Il problema vero non sono i conservanti, è il prodotto senza conservanti adeguati che si guasta sul tuo scaffale.

Fragrance / Parfum: l'ingrediente opaco

Quando vedi *Parfum* o *Fragrance* sull'INCI, dietro quella parola si nasconde una miscela che può contenere decine, a volte centinaia di molecole diverse. Per ragioni di segreto industriale, la legge permette di non dichiararle una per una. È quindi un macro-ingrediente, una scatola chiusa.

Per la maggior parte delle persone la fragranza non è un problema. Per pelli sensibili o reattive può esserlo. Se ti accorgi che molti prodotti ti danno pizzicore o arrossamenti, vale la pena provare versioni *fragrance-free* (occhio: "unscented" non è la stessa cosa, può contenere fragranze mascheranti).

I 26 allergeni che vanno dichiarati

Anche se la fragranza è una scatola nera, c'è un'eccezione importante: la legge europea obbliga a dichiarare separatamente 26 sostanze potenzialmente allergeniche quando sono presenti sopra una certa soglia. Le riconosci perché compaiono in fondo all'INCI con i loro nomi specifici. Le più frequenti:

- *Linalool* - *Limonene* - *Citronellol* - *Geraniol* - *Citral* - *Coumarin* - *Eugenol*

Sono molecole presenti anche in oli essenziali naturali (limone, lavanda, rosa). Non sono pericolose in sé, ma se sai di avere allergie da contatto sai cosa cercare. Vederle elencate è un segno positivo: significa che il produttore sta rispettando la legge e ti sta dicendo cosa c'è dentro.

Esempio guidato: leggiamo un siero ialuronico

Prendiamo un INCI realistico di un siero idratante:

> *Aqua, Glycerin, Propanediol, Sodium Hyaluronate, Niacinamide, Panthenol, Allantoin, Sodium PCA, Carbomer, Sodium Hydroxide, Phenoxyethanol, Ethylhexylglycerin, Citric Acid.*

Leggiamolo insieme:

1. Aqua, Glycerin, Propanediol → base acquosa con due umettanti. Glicerina e propandiolo trattengono acqua nella pelle. Buona base idratante. 2. Sodium Hyaluronate → la forma in sale dell'acido ialuronico. È in quarta posizione: concentrazione decente, non altissima ma realistica (l'ialuronico si usa tra lo 0,1% e l'1%). 3. Niacinamide, Panthenol, Allantoin → tre attivi di supporto: lenitivi e idratanti. Se sono tutti sopra la 1% line, è un siero ben costruito. 4. Sodium PCA → un altro umettante, fisiologico della pelle. 5. Carbomer, Sodium Hydroxide → addensante più correttore di pH. Tecnici, nessuna azione cosmetica. 6. Phenoxyethanol, Ethylhexylglycerin → coppia di conservanti standard. Da qui in poi siamo sotto la 1% line. 7. Citric Acid → regolatore di pH, in tracce.

Verdetto: prodotto onesto, ben formulato per la sua categoria, senza ingredienti decorativi messi solo per fare scena.

Errori comuni quando si legge l'INCI

Il più frequente: fissarsi solo sul primo ingrediente "naturale" e ignorare il resto. "Il primo è olio di jojoba, quindi è buonissimo." Magari sì, ma se il quinto ingrediente è un attivo che ti fa allergia, il primo posto del jojoba non ti salva.

Altro errore comune: leggere l'INCI come una pagella, non come una composizione. Un ingrediente "sintetico" non è automaticamente peggio di uno "naturale" — molti attivi sintetizzati in laboratorio sono identici alla loro versione naturale ma più puri, più stabili e più sicuri. Il criterio giusto non è naturale/sintetico, è: questo ingrediente serve davvero a quello che il prodotto promette?

Terzo errore: paura per default. Un nome lungo non è un nome cattivo. *Tocopheryl Acetate* è semplicemente vitamina E. *Ascorbyl Glucoside* è una forma stabilizzata di vitamina C.

Tre mosse pratiche per la prossima volta

1. Quando guardi un INCI, conta dove cade l'attivo promesso in copertina. Se è prima dei conservanti è presente in modo significativo. Se è dopo, è cosmetico decorativo. 2. Non temere i conservanti: senza, il prodotto va a male in poche settimane. Temi invece chi ti vende "senza conservanti" un prodotto a base acqua. 3. Se hai pelle reattiva, controlla la coda dell'INCI alla ricerca dei 26 allergeni dichiarati. Conoscere i tuoi nemici personali ti fa risparmiare prodotti che non userai mai.

Leggere un'INCI non ti rende un chimico cosmetico, ma ti rende un consumatore meno ricattabile. Ed è già moltissimo.