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Cosa significa 'bio' davvero in cosmetica: Ecocert, Cosmos, ICEA
La parola 'bio' sull'etichetta non ha una definizione legale uniforme nei cosmetici. Le certificazioni indipendenti sì: ecco come leggere Ecocert, Cosmos e ICEA senza farsi confondere.
Quando leggi "bio" su una crema o un bagnoschiuma, stai leggendo una parola che nel mondo dei cosmetici non ha una definizione legale uniforme. Per gli alimenti esiste un regolamento europeo preciso, per i cosmetici no. Il Regolamento UE 1223/2009 disciplina la sicurezza dei prodotti cosmetici, ma non fissa una soglia di "biologico" o "naturale" che un brand deve rispettare per usare quelle parole. Le certificazioni indipendenti, invece, lo fanno: hanno regole scritte, ingredienti permessi, percentuali minime. Il marketing dei brand, da solo, non offre nessuna di queste garanzie.
Cosa non è "bio" legalmente
Un brand può scrivere "bio", "naturale", "verde", "ecologico", "green" o "clean" sul packaging anche senza nessuna certificazione esterna. Sono claim liberi: la legge li ammette finché non sono falsi o ingannevoli ai sensi della normativa generale sulle pratiche commerciali. L'AGCM in Italia e la Commissione UE con la direttiva sui green claim stanno stringendo le maglie, ma oggi una rivendicazione generica come "formula naturale" non implica nessuna percentuale minima verificata da terzi.
Tradotto: se sulla confezione c'è solo il claim del brand e nessun logo di un certificatore, il termine "bio" è promesso da chi vende il prodotto e basta. Può essere vero, può essere parziale, può essere quasi del tutto vuoto. Non hai modo di saperlo senza leggere INCI e cercare informazioni indipendenti.
Cosa sono Ecocert, Cosmos Organic e ICEA
Le certificazioni serie nel cosmetico sono enti terzi che verificano formula, processo produttivo, packaging e tracciabilità degli ingredienti. I tre nomi che incontri più spesso in Europa sono Ecocert, Cosmos e ICEA.
Ecocert è un organismo di certificazione francese fondato nel 1991. Certifica cosmetici, alimenti, tessili e altro. Per i cosmetici opera storicamente con un proprio standard e oggi anche come ente certificatore Cosmos.
Cosmos è lo standard europeo di riferimento per i cosmetici naturali e biologici, gestito dall'associazione internazionale Cosmos-standard AISBL. È stato definito da cinque enti fondatori (Ecocert, BDIH, Cosmebio, ICEA, Soil Association) per armonizzare regole prima frammentate. Esistono due livelli: Cosmos Natural e Cosmos Organic.
ICEA è l'Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, ente italiano. Certifica secondo lo standard Cosmos e ha propri schemi di certificazione su vegano, eco-bio detergenza, sostenibilità di filiera.
Nessuna di queste sigle è "migliore" delle altre in senso assoluto: sono enti diversi che applicano regole condivise quando operano sotto lo standard Cosmos. La differenza pratica sta nei dettagli di scope e nelle eventuali certificazioni aggiuntive proprietarie.
Cosmos Natural vs Cosmos Organic
Sotto lo standard Cosmos un prodotto può ottenere due livelli diversi.
Cosmos Natural richiede che gli ingredienti rispettino criteri di origine naturale, processi consentiti e divieti su una lista di sostanze. Non impone una percentuale minima di ingredienti da agricoltura biologica.
Cosmos Organic è più stringente. Richiede che almeno il 95% degli ingredienti agricoli trasformabili in biologico provenga effettivamente da agricoltura biologica, e che almeno il 20% del totale del prodotto finito sia composto da ingredienti biologici. Per i prodotti da risciacquo come shampoo e detergenti la soglia complessiva è ridotta al 10%, perché contengono molta acqua e minerali che non possono essere biologici per definizione.
La differenza è importante: un prodotto "Cosmos Natural" è naturale secondo lo standard, ma può non contenere quasi nulla di biologico certificato. "Cosmos Organic" è il livello che giustifica la parola "bio" in senso forte.
Ingredienti permessi e vietati
Cosmos vieta una serie di categorie: siliconi, PEG, parabeni, fenossietanolo, EDTA, oli minerali derivati dal petrolio, coloranti sintetici, profumi sintetici non rientranti nelle deroghe, OGM. Vieta anche test su animali (già richiesto dal Regolamento UE 1223/2009 per il prodotto finito).
I tensioattivi consentiti sono quelli di origine vegetale o derivati da processi ammessi, come cocoyl glutamati, glucosidi, sulfosuccinati, betaine derivate da olio di cocco. Sodium laureth sulfate e simili etossilati restano fuori.
Le profumazioni ammesse sono oli essenziali e profumi naturali, oppure profumi conformi alle deroghe specifiche dello standard. I conservanti consentiti sono limitati a una lista ristretta che include acidi benzoico, sorbico, deidroacetico, salicilico e i loro sali, più alcuni alcoli.
ISO 16128 e perché è generosa
ISO 16128 è una norma tecnica che definisce come calcolare il contenuto naturale e biologico in un cosmetico. Non è una certificazione: è un metodo di calcolo che ogni produttore può applicare in autocertificazione, senza verifica esterna obbligatoria.
Il problema è che ISO 16128 conta come "naturale" anche l'acqua, e considera "di origine naturale" molti ingredienti pesantemente trasformati in laboratorio purché partano da una materia prima naturale. Un ingrediente sintetizzato chimicamente da uno zucchero vegetale risulta "100% di origine naturale" secondo ISO 16128, anche se la molecola finale è praticamente uguale a una di sintesi.
Risultato: un brand può dichiarare "98% di origine naturale secondo ISO 16128" su prodotti che un ente Cosmos non certificherebbe come naturali. Non c'è violazione di legge, c'è solo una metrica diversa, più generosa, applicata in autocertificazione. Quando leggi una percentuale ISO 16128, sappi che è autodichiarata dal produttore e che il criterio è meno stringente di Cosmos.
Come riconoscere il greenwashing
Quattro segnali che vale la pena controllare prima di credere al "bio" in etichetta.
Primo, claim vaghi senza riferimento esterno: "naturale", "verde", "pulito", "rispettoso della natura". Sono parole, non garanzie.
Secondo, assenza del logo di un certificatore terzo. Se c'è "bio" senza Ecocert, Cosmos, ICEA o equivalenti, è un claim del brand e basta.
Terzo, packaging che imita lo stile delle certificazioni vere: foglioline verdi, sigilli rotondi senza nome dell'ente, scritte in inglese tipo "natural certified" senza certificatore. Sono grafiche, non certificazioni.
Quarto, percentuali generiche senza fonte. "90% naturale" non vuol dire nulla se non sai con quale metodo è stato calcolato. Se è ISO 16128 autodichiarata, vale meno di una percentuale Cosmos verificata.
Un controllo veloce: cerca il logo del certificatore sulla confezione, leggi il nome dell'ente e, in caso di dubbio, verifica il prodotto sul sito del certificatore stesso. Cosmos, Ecocert e ICEA hanno database pubblici di prodotti certificati.
In sintesi
"Bio" nei cosmetici è una parola che dipende interamente da chi la usa. Senza una certificazione indipendente, è un claim di marketing. Con una certificazione Cosmos Organic, Ecocert o ICEA bio cosmetic è una promessa verificabile, con percentuali minime e ingredienti tracciati. Capire la differenza tra Cosmos Natural e Cosmos Organic, sapere cos'è ISO 16128 e riconoscere i segnali di greenwashing ti permette di leggere un'etichetta cosmetica per quello che dice davvero, non per quello che suggerisce.