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'Naturale al 95%': cosa significa davvero questo numero

Sul packaging vedi 'Naturale al 95%' e ti sembra una garanzia. In realtà quel numero segue regole di calcolo molto permissive: ecco cosa misura e come leggerlo senza farti ingannare.

di Redazione Biocaresse — Team editoriale·

"Naturale al 95%" sul packaging fa sentire bene. Sembra una promessa precisa, quasi una garanzia: 95 su 100 di quello che spalmi è di origine naturale, il resto è un piccolo compromesso tecnico. Ma cosa misura esattamente quel numero? Da dove arriva, chi lo calcola, e soprattutto: include l'acqua? Sì, quasi sempre la include. E questo cambia tutto, perché l'acqua in una crema è spesso più del 70%. Vale la pena capire come funziona davvero il conteggio, prima di pagare di più per una percentuale.

ISO 16128 — lo standard che permette di calcolare la "naturalità"

La norma di riferimento si chiama ISO 16128, pubblicata in due parti tra il 2016 e il 2017. È uno standard internazionale tecnico che definisce due cose: cosa si può considerare "ingrediente naturale" o "di origine naturale" in cosmesi, e come si calcola la percentuale complessiva del prodotto finito.

ISO 16128 non è una certificazione. È una norma di calcolo: dice come fare il conto, non chi lo controlla. Un'azienda può applicarla in autonomia, scrivere "Naturale al 95% (ISO 16128)" e nessun ente esterno verifica. È legale, è trasparente sul metodo, ma non equivale a un marchio bio rilasciato da un certificatore indipendente.

Il punto è che dentro questo standard ci sono scelte che gonfiano il numero finale.

Acqua conteggiata come naturale (vero) — e di solito è >70% del prodotto

Sì, l'acqua conta come ingrediente naturale al 100%. Tecnicamente è corretto: l'acqua è una sostanza naturale, viene dalla natura, non è di sintesi. ISO 16128 la classifica come "naturale" senza riserve.

In una crema viso media, l'acqua (INCI: *Aqua*) sta tra il 60% e l'80% della formula. In un tonico o in un gel può arrivare al 90%. Significa che, partendo solo da acqua, sei già al 70-80% di "naturalità" senza aver aggiunto nemmeno una goccia di estratto vegetale.

A quel punto bastano pochi ingredienti di origine vegetale — glicerina vegetale, un estratto, qualche olio — per superare il 90%. Il restante 5-10% può essere conservante di sintesi, profumo, emulsionante derivato dal petrolio, e il prodotto risulta ancora "Naturale al 95%" sull'etichetta.

Conteggio "Natural Origin Content" vs "Natural Index" — concetti diversi

ISO 16128 distingue due metriche, e qui nasce parte della confusione.

Il Natural Index misura solo gli ingredienti puramente naturali, cioè sostanze prese dalla natura e usate così come sono (acqua, oli vegetali spremuti, estratti, sali minerali). È il conteggio più stretto.

Il Natural Origin Content è più ampio: include anche ingredienti derivati da materie prime naturali ma trasformati chimicamente, purché la trasformazione rispetti certi limiti. Per esempio una glicerina ottenuta per idrolisi di un olio vegetale è "di origine naturale" anche se è passata attraverso un processo industriale.

Quando leggi "95% di origine naturale" stai quasi sempre leggendo il Natural Origin Content, non il Natural Index. La differenza non è cosmetica: un ingrediente trasformato in laboratorio a partire da olio di palma rientra nel Natural Origin Content, e contribuisce al 95% in etichetta.

Cosa significa 95% in pratica

Facciamo un esempio concreto. Una formula tipica può essere:

- 80% acqua → conta come 80% naturale - 10% glicerina di origine vegetale → conta come 10% naturale - 5% olio vegetale + estratto botanico → conta come 5% naturale - 5% conservanti di sintesi, profumo, regolatore di pH → 0% naturale

Totale: 95% di origine naturale. Il calcolo è corretto secondo ISO 16128. Sull'etichetta puoi scrivere 95% in buona fede.

Però la realtà è che il 95% di quel prodotto è acqua e glicerina, e gli attivi vegetali effettivi pesano il 5%. Niente di sbagliato in sé — molte formule funzionano benissimo così — ma il numero in etichetta non ti dice quanto sia "ricco" il prodotto, ti dice solo che l'acqua era abbondante.

Certificazioni più rigorose — Cosmos Natural non conta l'acqua come jolly

Le certificazioni indipendenti come Cosmos Natural, Cosmos Organic, Ecocert, NaTrue seguono regole più strette. Cosmos Natural, per esempio, richiede:

- Minimo 95% di ingredienti di origine naturale sul totale degli ingredienti, escludendo acqua dal calcolo della percentuale di "naturalità qualificante" - Lista positiva di processi di trasformazione ammessi - Divieto esplicito di alcune materie prime (siliconi, PEG, parabeni) - Verifica da parte di un ente terzo, con audit periodici

La differenza concreta: una crema certificata Cosmos Natural ha davvero il 95% degli ingredienti — non del peso totale — di origine naturale qualificata. Una crema "Naturale 95% ISO 16128" può avere quel numero gonfiato dall'acqua.

Non significa che ISO 16128 sia un imbroglio, significa che misura una cosa diversa e con criteri meno restrittivi.

Come leggere senza farsi ingannare

Tre cose da guardare prima della percentuale in fronte al barattolo:

1. Cerca il logo di un certificatore indipendente (Cosmos, Ecocert, NaTrue, ICEA). Se non c'è, la dichiarazione è auto-prodotta e segue regole più morbide. 2. Guarda i primi cinque ingredienti dell'INCI. Sono quelli presenti in quantità maggiore. Se vedi *Aqua* in prima posizione e poi solo derivati tecnici, il 95% in etichetta non ti sta dicendo molto sul contenuto attivo. 3. Cerca le percentuali specifiche degli attivi. Le formule serie dichiarano "5% niacinamide", "10% vitamina C", "1% retinolo". Quello è un dato concreto, non una metrica complessiva.

Una percentuale alta di "naturale" non equivale a un prodotto migliore, più efficace, o più sicuro. È solo un'informazione su come è composta la matrice, calcolata con regole permissive.

Il consiglio pratico: dai meno peso al numero grande in copertina e più peso a cosa c'è davvero dentro, in che quantità, e chi lo certifica. La "naturalità" è un parametro, non una promessa di qualità.