debunking
'Senza siliconi': quando ha senso evitarli e quando no
I siliconi sono fra gli ingredienti piu' demonizzati del beauty, ma la realta' e' meno netta dello slogan. Quando danno problemi davvero e quando no.
I siliconi sono tra gli ingredienti piu' demonizzati e meno capiti del beauty. La scritta "senza siliconi" sulla confezione e' diventata quasi un marchio di qualita', un segnale di prodotto "pulito". Solo che, guardando i dati, la storia e' meno netta dello slogan. Alcuni siliconi sono fra le molecole piu' sicure e meglio studiate della cosmetica. Altri stanno per essere ritirati dal mercato europeo per ragioni ambientali serie. Vale la pena capire la differenza, perche' la risposta non e' "siliconi si" o "siliconi no": e' "quale silicone, in quale prodotto, su quale pelle".
Cosa sono i siliconi in cosmetica
I siliconi che leggi in INCI sono polimeri a base di silicio e ossigeno, tecnicamente chiamati silossani. I tre nomi che incontri piu' spesso sono:
- Dimethicone (e i suoi parenti dimethiconol, cetyl dimethicone): polimeri lineari, di solito a peso molecolare medio-alto. Restano sulla pelle, non vengono assorbiti. - Cyclomethicone e Cyclopentasiloxane (D5): silossani ciclici, volatili. Evaporano dopo l'applicazione, lasciando un velo asciutto. - Phenyl trimethicone, Dimethicone crosspolymer: varianti piu' specializzate, usate per dare effetti sensoriali specifici.
Sono molecole grandi, stabili, chimicamente molto poco reattive. Non penetrano lo strato corneo in modo significativo, non vengono metabolizzate, non sono allergeniche nel senso clinico del termine. Per la pelle sono ingredienti tra i piu' "neutri" che esistano.
Cosa fanno bene
I siliconi fanno tre cose che pochi altri ingredienti riescono a fare cosi' bene insieme.
Il sensoriale: rendono una crema setosa, una make-up base scivolosa, un siero fluido senza appiccicare. La differenza tra una crema "premium" e una banale e' spesso un dimethicone scelto bene. Non e' un dettaglio: l'aderenza all'applicazione e l'uso quotidiano dipendono molto da come un prodotto si sente sulla pelle.
Il film occlusivo modulato: a differenza della vasellina, che e' un'occlusione pesante e impermeabile, il film di dimethicone e' "respirabile". Riduce la perdita d'acqua transepidermica (TEWL) senza chiudere completamente la pelle. Per pelle secca e per barriera danneggiata e' un meccanismo molto utile.
Il riempimento ottico temporaneo: i siliconi reticolati (crosspolymer) si depositano nei micro-solchi della pelle e nei pori, dando un effetto "blurring" immediato. Non e' un trattamento, e' un effetto cosmetico che dura finche' il prodotto e' addosso. Per primer e basi e' esattamente quello che serve.
Quando possono dare problemi
Il problema dei siliconi non e' tossicologico, e' funzionale. Su alcune pelli e in alcuni prodotti l'effetto film puo' essere controproducente.
Su pelle grassa o acneica, una crema ricca di dimethicone applicata sopra a un sebo gia' abbondante puo' favorire la sensazione di occlusione e, in soggetti predisposti, peggiorare punti neri e comedoni. Non perche' il silicone "soffochi la pelle" (formula da rotocalco priva di base fisiologica), ma perche' aggiunge un film a una superficie gia' satura di lipidi. Su queste pelli ha senso scegliere formulazioni piu' leggere, con meno film-forming agents in generale, siliconi inclusi.
Sui capelli, i siliconi non solubili in acqua si accumulano nel tempo se non usi shampoo con tensioattivi chelanti o solfati periodici. L'effetto e' capelli che a un certo punto sembrano pesanti, opachi, "tirati giu'". Non e' un danno strutturale, e' un accumulo che si rimuove con un lavaggio piu' aggressivo. Le linee "senza siliconi" per capelli risolvono questo problema specifico evitando proprio l'accumulo.
Quando vanno benissimo
Su pelle secca, su barriera compromessa, su pelle matura disidratata i siliconi sono spesso un alleato. Il film traspirante che lasciano e' uno dei modi piu' confortevoli per ridurre la perdita d'acqua senza appesantire.
Nei prodotti senza risciacquo applicati in piccole quantita' (sieri, fluidi viso, contorni occhi) la quota di silicone e' modesta e l'effetto e' quasi esclusivamente sensoriale.
Nei primer e nelle basi make-up sono praticamente insostituibili: nessun altro ingrediente offre lo stesso effetto soft-focus immediato.
Microplastiche e ambiente
Qui la storia cambia tono. I silossani ciclici volatili, in particolare il D4, il D5 (Cyclopentasiloxane) e il D6, sono stati classificati dall'agenzia europea ECHA come PBT o vPvB: persistenti, bioaccumulativi, tossici per gli organismi acquatici, o molto persistenti e molto bioaccumulativi. Significa che restano nell'ambiente a lungo, si accumulano negli organismi e nella catena alimentare.
Il regolamento UE ha gia' introdotto restrizioni progressive: il D4 e' fortemente limitato dal 2020, il D5 e D6 sono in fase di restrizione crescente nei cosmetici a risciacquo e in quelli leave-on. Nel medio periodo i silossani ciclici escono dal mercato europeo.
Questo riguarda i siliconi ciclici volatili, non i dimethicone lineari ad alto peso molecolare, che hanno un profilo ambientale diverso e non sono inclusi nelle restrizioni. Quando un brand dice "senza siliconi" per ragioni ambientali, la posizione e' solida se parla dei ciclici. Se la usa per dire che il dimethicone "inquina i fiumi" sta semplificando in modo poco corretto.
"Senza siliconi" — quando e' informazione, quando e' moda
Il claim "senza siliconi" e' diventato un'etichetta di mercato. Per capire se ha senso sul prodotto che hai in mano, conviene chiedersi a cosa serve quel prodotto.
Su uno shampoo o un balsamo un "senza siliconi" puo' avere senso pratico: eviti accumulo nel tempo, soprattutto se non usi shampoo chelanti.
Su una crema viso per pelle grassa puo' essere una scelta sensata di formulazione, anche se il vero punto e' la leggerezza complessiva del prodotto, non il singolo ingrediente.
Su una crema corpo per pelle secca togliere i siliconi spesso significa solo togliere una parte del comfort applicativo, in cambio di nulla.
Su un primer make-up "senza siliconi" stai comprando un prodotto che, per come funzionano fisicamente i primer, fa meno bene quello che dovrebbe fare.
In sintesi
I siliconi non sono ne' il diavolo ne' un miracolo. Sono una famiglia di ingredienti tecnici, alcuni neutrissimi e utili, altri in via di restrizione ambientale per ragioni ben documentate. La domanda giusta non e' "questo prodotto ha siliconi?", ma "quali, in che quota, su che pelle, e per fare cosa?". L'etichetta "senza siliconi" e' informazione utile in alcuni contesti, marketing in altri. Leggere l'INCI con questa griglia in testa ti fa risparmiare prodotti scelti per i motivi sbagliati e ti fa apprezzare quelli scelti per quelli giusti.